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Reddito di emergenza per famiglie e stranieri

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Reddito di emergenza per famiglie e stranieri

Reddito di emergenza per famiglie in difficoltà

È ora possibile fare domanda di Reddito di Emergenza 2020, misura straordinaria di sostegno al reddito introdotta per supportare le famiglie in condizioni di difficoltà economica, causata dall’emergenza COVID-19. Da venerdì 22 maggio si può richiedere il Rem 2020 esclusivamente online sul sito Inps. E lo si potrà fare entro il 30 giugno 2020.

Il Decreto Rilancio, che ha visto la luce a giugno per prorogare e rinforzare tutti i bonus e gli aiuti a famiglie e lavoratori introdotti a marzo, contiene infatti questa misura di sostegno alle famiglie. Un decreto che ha introdotto anche novità, tra cui proprio il reddito di emergenza.

Nel pacchetto di interventi trovano spazio:

un rifinanziamento della cassa integrazione per l’emergenza

conferma e aumento dell’indennità di 600 euro per gli autonomi: 600 euro per il mese di Aprile, fino a 1.000 euro a Maggio,

Bonus Colf e badanti 2020,

Contributo a fondo perduto per imprese,

Smart working di diritto per chi ha figli fino a 14 anni,

Superbonus 110% ristrutturazioni casa,

Stop ai licenziamenti per 5 mesi

conferma del congedo parentale speciale 

conferma del bonus baby sitter 2020,

introduzione del reddito di emergenza 2020 

Cos’è esattamente questo reddito di emergenza? Chi ne ha diritto? Di che cifra si tratta? Quando entra in vigore? Cerchiamo di capirne di più.

 

Decreto Rilancio: Reddito di emergenza approvato

Si parlava da tempo di reddito di emergenza, ma sono state le parole della ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, a confermarne l’arrivo, anche se il parto non è stato semplice. L’ondata Covid-19 non si è ancora attenuta ed era prevedibile che anche ad aprile il Governo sarebbe dovuto intervenire per allungare e introdurre nuovi aiuti alle famiglie e ai lavoratori.

 

C’è una parte di cittadini che in questo momento non ha alcun sostegno, dovrebbero essere circa 2 milioni. Stiamo valutando la platea e l’impatto. Quindi per tutte queste persone che non hanno altri sostegni al reddito sarà previsto il reddito di emergenza, che le aiuterà in questo periodo anche di crisi economica”. Queste le parole pronunciate da Catalfo, ai microfoni di Class Cnbc prima dell’approvazione del Decreto rilancio. Una misura che da sola costerà circa 3 miliardi di euro, e che andrà in soccorso di tutti quei cittadini in stato di bisogno.

Il Decreto Rilancio ne ha confermato l’effettiva approvazione. È l’articolo 82 del provvedimento a dettarne le regole. Dal 22 maggio l’Inps ha poi dato il via alla procedura di domanda online.  Chi è in difficoltà e in possesso di specifici requisiti può fare richiesta di Rem 2020. E lo si potrà fare entro il 30 giugno 2020.

Vediamo in dettaglio a chi spetta questo aiuto statale, gli importi spettanti e come richiederlo.

 

Reddito di emergenza 2020: cos’è 

 

Si tratta di un vero e proprio reddito, destinato a chi non ha al momento alcuna forma di sostegno sociale: circa 3 milioni di persone, tra cui i lavoratori in nero: una somma erogata a favore dei cittadini in stato di bisogno e senza alcun sostegno, esattamente come avviene per il bonus 600 euro per autonomi.

Un reddito aggiuntivo, che si affianca al Reddito di cittadinanza già in essere. Alle famiglie in difficoltà è quindi riconosciuto un sostegno al reddito straordinario denominato Reddito di emergenza (Rem 2020). Le domande per il Rem sono presentate entro il termine del mese di giugno 2020 e il beneficio è erogato in due quote di pari importo.

Come specificato all’articolo 82 del Decreto Rilancio: “Ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, (…) è riconosciuto un sostegno al reddito straordinario denominato Reddito di emergenza (di seguito “Rem”). Le domande per il Rem sono presentate entro il termine del mese di giugno 2020 e il beneficio è erogato in due quote”. 

Reddito di emergenza 2020: a chi spetta

Il Reddito di emergenza 2020 spetta a tutti i lavoratori che non sono coperti dagli ammortizzatori sociali e dagli attuali bonus previsti per far fronte all’emergenza Coronavirus. La platea beneficiaria si aggira sui 2 milioni di persone in difficoltà. E non sono poche.

Ci sono molte situazioni di difficoltà economica e cittadini che sono rimasti fuori dagli aiuti concessi dal Governo durante Covid-19, e che generalmente possono essere considerati senza reddito. A loro spetta il nuovo Reddito di emergenza, ad esempio:

i cittadini che hanno gli ammortizzatori sociali in scadenza e che non possono essere rinnovati, come la Naspi, la Dis-coll, e che difficilmente troveranno lavoro in questo momento;

i lavoratori a chiamata;

tutti i cittadini che non beneficiano dei vari bonus e aiuti introdotti a causa del Coronavirus nel mese di marzo;

i lavoratori irregolari, che lavorano in nero.

 

I beneficiari quindi sono:

lavoratori precari;

lavoratori a chiamata, ad esempio quelli impiegati nel lavori veloci o fast job;

lavoratori irregolari;

disoccupati con Naspi e Dis-coll scadute;

lavoratori intermittenti.

 

Reddito di emergenza 2020: requisiti 

Questa nuova forma di sostegno al reddito viene riconosciuta ai nuclei familiari che, dimostrano di possedere questi requisiti fondamentali:

residenza in Italia del richiedente il beneficio;

un Isee fino a 15 mila euro;

importo del reddito familiare, riferito al mese di aprile 2020, inferiore all’ammontare mensile del beneficio spettante (da €400 a €800);

patrimonio mobiliare familiare nell’anno 2019 inferiore a 10 mila euro, accresciuta di 5 mila euro per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di 20 mila euro. Il predetto massimale è incrementato di 5 mila euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

 

Reddito di emergenza 2020: a chi non spetta

Non tutti hanno diritto al Rem 2020. Questa misura non è cumulabile con alcune forme di sostegno o comunque non si può chiedere se ci si trova in determinate condizioni di esclusione. Non si ha diritto al beneficio economico se ci si trova in queste situazioni:

se anche uno dei componenti della famiglia ha beneficiato di una delle indennità previste dal decreto Cura Italia;

sono esclusi dal Rem anche i pensionati, ad eccezione dei titolari di assegno ordinario di invalidità;

beneficiati di Reddito o pensione di Cittadinanza;

esclusi anche i detenuti o le persone ricoverate in strutture di lunga degenza a totale carico statale;

lavoratori dipendenti con una retribuzione lorda superiore alla soglia massima di reddito familiare, individuata in relazione alla composizione del nucleo;

 

Reddito di emergenza 2020: quanto spetta, calcolo importo

L’importo totale del Reddito di emergenza viene calcolato in base al numero dei componenti del nucleo richiedente, e va dagli 800 ai 1.600 euro, corrisposti in 2 quote di identico importo: dai 400 euro agli 800 euro per quota e per nucleo. La cifra è leggermente aumentata se nella famiglia è presente un componente disabile grave o non autosufficiente.

Funziona così:

importo minimo Rem 2020 di 800 euro (erogato in 2 quote da 400 euro ciascuna), per nucleo composto da 1 persona;

importo massimo Rem 2020 di 1.600 euro (erogato in 2 quote da 800 euro ciascuna), per nuclei più numerosi;

importo massimo aumenta a 1.680 euro se nella famiglia è presente una persona disabile grave o non autosufficiente.

 

Reddito di emergenza 2020: entro quando fare domanda

Chi crede di avere diritto non perda tempo, perché sarà possibile richiedere il Rem solo entro il 30 giugno 2020.

 

Reddito di emergenza 2020: come fare domanda

L’Inps ha specificato che la domanda per ottenere il reddito di emergenza potrà essere effettuata solo online, in modalità telematica tramite il sito Inps. Ovviamente, come per tutte le altre prestazioni, anche in questo caso sarà possibile farsi aiutare dai patronati nella procedura di richiesta.

È necessario quindi:

collegarsi al sito Inps;

cliccare sul servizio online “Reddito di emergenza”;

autentificarsi con Pin, Spid, Carta nazionale dei servizi e Carta di identità elettronica per completare la procedura di domanda.

A breve arriverà una circolare Inps che spiegherà tutto in dettaglio.


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